Progetto MeMo, memorie a confronto: Lecco ha risposto

Un avvicinamento ai temi della legalità, della memoria, dell’incontro tra generazioni, attraverso le potenzialità delle nuove tecnologie

09 Marzo 2018
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Legalità e giustizia, giovani e anziani, memoria e rinnovata interazione è entro questi poli che si è svolta la giornata di presentazione del progetto MeMo tenutasi il 7 marzo, una data non casuale che 22 anni fa vedeva approvata la Legge n°109 che ha permesso il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia.

Il Centro diurno per anziani Le querce di Mamre di Galbiate, gestito dalla L’Arcobaleno è in questo senso un luogo simbolo del lecchese poiché questa palazzina in passato è appartenuta a un capo clan della ‘ndrangheta ed oggi è un “bene confiscato alla mafia”, riconvertito a uso sociale.
Proprio da qui, nel Centro Diurno di Galbiate, ha preso il via questa giornata con la conferenza stampa di presentazione del Progetto MeMo, Memorie in Movimento. Alla presentazione hanno preso parte istituzioni locali ed enti del territorio coinvolti in questa brillante iniziativa nata dalla collaborazione tra Cinemovel Foundation e Cooperativa L’Arcobaleno.
Il progetto MeMo ha l’obiettivo di proporre a studenti e insegnanti un nuovo modello di avvicinamento ai temi della legalità, della memoria, dell’incontro tra generazioni, attraverso le potenzialità delle nuove tecnologie, ai temi della legalità, della memoria, dell’incontro tra generazioni. Ogni venerdì il Centro Diurno Integrato galbiatese si apre alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Gli studenti dialogano con il bene confiscato di Galbiate attraverso la visione di documenti multimediali, interagiscono con i contenuti e le persone che lo vivono, anziani, operatori, volontari, per generare nuove parole da lasciare come testimonianza di impegno e condivisione a chi passerà dopo di loro.
La giornata è proseguita con il Convegno pomeridiano: una partecipata platea ha animato la Sala Ticozzi per ascoltare la toccante testimonianza di Augusta Schiera e Vincenzo Agostino, genitori dell’agente Antonino Agostino, vittima di mafia, guidati da Lorenzo Frigerio, della Fondazione Libera Informazione. La serata è stata aperta dal Sindaco Virginio Brivio e dal Viceprefetto Stefano Simeone. Si è trattato di un momento di profonda riflessione, priva di retorica, che ha permesso ai partecipanti di conoscere la commovente storia dei coniugi palermitani che da anni si battono per aver giustizia. La loro testimonianza è stata accompagnata da un messaggio chiaro rivolto alle nuove generazioni. Vincenzo Agostino ha sollecitato i giovani all’arricchimento culturale e allo studio quali leve per combattere l’omertà. I due coniugi ripongono le loro speranze nelle nuove generazioni, “perché sulle loro azioni si può costruire un mondo migliore, più giusto”.
Sono state parole forti, dure e pungenti, come la lunga barba bianca di Vincenzo Agostino che continua a lasciar crescere in segno di protesta, fino a quando giustizia sarà fatta.
A questo momento emozionante e pregnante sono seguiti due interventi di grande valenza intellettuale che hanno permesso di interpretare il tema e ampliarne la riflessione sotto una nuova luce.
Stefano Serenthà, medico geriatra, ha tenuto una relazione sul tema della memoria e della malattia di Alzheimer mettendo in luce un interessante parallelismo rispetto al racconto degli Agostino e sottolineando come il ricordo sia fondamentale per l’individuo ma anche per la collettività “perchè un mondo senza memoria è una realtà senza valori, con meno sostanza”. Così ha concluso il suo intervento il geriatra prima di passare la parola a Leonardo Lenzi, teologo esperto in bioetica, il quale ha condotto un interessante intervento sul tema della memoria esemplare considerandola essa stessa elemento di giustizia “perchè il passato diventa fattore critico necessario per affrontare il futuro”.
La serata si è poi conclusa con la presentazione di MeMo – memorie in movimento – a cura di Roberta Magliacano della Cooperativa L’Arcobaleno e Vincenzo Bevar di Cinemovel Foundation. Questo percorso entra ora nella fase più operativa. A oggi hanno già partecipato al percorso, in una sorta di sperimentazione, 120 ragazzi provenienti dagli Istituti scolastici di Galbiate, Lecco, Casargo e Merate, mentre nei venerdì dei prossimi mesi sono programmate le visite di altri 200 alunni delle scuole medie e superiori.
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