Presentato a Lecco il comitato “Un Sì per la Lombardia autonoma”

Stefano Bruno Galli: “Bisogna legittimare la forza del governatore: il referendum è il preludio alla trattativa con il Governo”

06 Giugno 2017
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Oltre sessanta persone hanno partecipato ieri sera alla presentazione del comitato “Un Sì per la Lombardia autonoma” per il sostegno al Sì al referendum del 22 ottobre sull’autonomia lombarda presso la sede di Libertà protagonista a Lecco.

Ha aperto i lavori Pietro Galli portavoce del comitato: “Votare a questo referendum è un’occasione importante per i cittadini, un’opportunità da non perdere in quanto la Lombardia ha il diritto di avere maggiore autonomia perché regione virtuosa. Ricordo, citando Gianfranco Miglio, che con il consenso della gente si può fare tutto: nel nostro caso possiamo cambiare il modello di regione, rendendo la Lombardia una regione autonoma”.

Il consigliere regionale Mauro Piazza ha evidenziato come “il comitato non è legato alle sigle dei partiti ma aperto alla società civile. Il referendum è il modo per dare una voce forte a una trattativa non più procrastinabile, quella tra la Lombardia e lo Stato. La nostra regione necessita di più risorse, sia come istituzione sia per i singoli cittadini tramite la riduzione delle tasse”.

Per il sottosegretario regionale Daniele Nava “il referendum non deve essere una ragione ideologica o una rivalsa politica. È il buon senso che ci fa dire che non può essere diversamente. Se è normale che le zone più ricche sostengano quelle più povere, non deve accadere che questa solidarietà venga sfruttata da chi è più lazzarone”. E Nava ha evidenziato come la Lombardia costi solo 2.447 euro per abitante (fino a un quarto rispetto alle altre regioni) e come vi sia appena il 4 per cento di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione: la percentuale più bassa in Italia ma anche rispetto ad altre nazioni europee.

Stefano Bruno Galli – consigliere regionale, docente di Storia delle dottrine Politiche presso l’Università statale di Milano e autore del libro “Interventi Intraprendenti: Lombardismo Autonomismo Federalismo” – è entrato nel vivo delle questioni istituzionali: “Trasferiamo 100 e usiamo 68, ma manca ancora all’appello un residuo pari a 56 miliardi che significa, per chi sta tra i 14 e i 65 anni, e cioè la popolazione attiva, poco meno di 11.000 euro pro capite. Ci sono le caratteristiche per mettere Regione Lombardia nelle condizioni per trattare con Roma sulla base di premesse diverse rispetto alle regioni a statuto speciale: la sfida è sul piano del rendimento istituzionale”. La strada attraverso cui passare è istituzionale e “passa attraverso l’articolo 116 della Costituzione”.

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