“La voce della terra: canti e riti della tradizione”, il progetto ha il finanziamento

Delle 22 proposte progettuali presentate lo scorso 29 settembre al termine di un complesso percorso di selezione e formazione, 10 sono state ammesse e finanziate

04 Giugno 2018
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L’Autorità di Gestione del Programma Interreg V A Italia Svizzera ha approvato la graduatoria dei progetti di cooperazione transfrontaliera presentati sul primo Avviso Asse II – Valorizzazione del Patrimonio naturale e culturale.

Delle 22 proposte progettuali presentate lo scorso 29 settembre al termine di un complesso percorso di selezione e formazione, 10 sono state ammesse e finanziate; tra queste il progetto La voce della terra: canti e riti della tradizione (VoCaTe), presentato dalla Provincia di Lecco (ente capofila), con i partner Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, Fondazione Luigi Clerici, Fondazione Monastero Santa Maria del Lavello per la parte italiana, associazione Cantar di Pietre (ente capofila), Mendrisiotto Turismo, Fondazione Processioni storiche e Comune di Mendrisio per la parte svizzera.

Obiettivo del progetto è la valorizzazione delle tradizioni corali e musicali e delle ritualità dell’area di cooperazione allo scopo di incrementare le presenze turistiche e di consolidare le radici culturali dei territori di frontiera.

In linea con la Convenzione Unesco sulla promozione del Patrimonio Culturale Immateriale, quale componente vitale delle culture tradizionali ed essenziale fattore d’identità, saranno realizzati diversi eventi annuali per la valorizzazione delle identità locali.

Le attività saranno attuate sul territorio prealpino dell’area di cooperazione (area Valsassina, Valvarrone, Valle San Martino e San Pietro al Monte in Italia, area del Mendrisiotto, Bellinzonese e Alto Ticino in Svizzera), una regione che costituisce un “paesaggio culturale” omogeneo, caratterizzato da un patrimonio importante di ritualità sacra e profana: le grandi processioni, i carnevali, i riti agricoli, le feste liturgiche, sono le realtà più vitali della civiltà tradizionale, tenacemente sopravvissute ai mutamenti socioeconomici, nelle quali le comunità si riconoscono come tali.

Il canto e la musica sono l’elemento sempre presente in questi contesti, filo rosso che unisce passato e presente, sacro e profano, giovani e anziani. Il progetto valorizza nel suo insieme il ciclo annuale delle ritualità come punto di forza per attrarre l’interesse di un turismo di qualità; ne mette in rilievo una selezione rappresentativa mediante iniziative specifiche di sostegno anche rivolte alla popolazione locale e alle scuole; anima il territorio nel periodo estivo e autunnale con iniziative culturali e spettacolari, specialmente musicali, sui temi della ritualità e del canto tradizionale suscitando l’interesse a partecipare alle ritualità viventi che avvengono nel corso dell’anno.

La realizzazione di un prodotto turistico innovativo nella prospettiva di un’offerta integrata di beni e servizi nello spazio di cooperazione è parte essenziale del percorso previsto.

Il progetto, che avrà durata di 18 mesi, ha ottenuto il contributo pubblico per il territorio lecchese pari a 501.717 euro e per il territorio svizzero pari a 82.542 franchi svizzeri per un budget complessivo di parte italiana di 533.205 euro e di parte svizzera di 165.085 franchi svizzeri.

“La proposta progettuale – commenta il Presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano è frutto di una ampia condivisione tra i partner di progetto. La partnership, che si è costruita attorno alla proposta avanzata dalla Provincia di Lecco e dall’associazione svizzera Cantar di Pietre, si è caratterizzata per lo scambio continuo di idee e proposte e i partner hanno tutti collaborato, sulla base delle proprie esperienze e competenze, assicurando qualità nello sviluppo delle singole azioni. Per la Provincia di Lecco, unica Provincia nell’area di cooperazione ad essere stata ammessa al finanziamento in qualità di capofila, rappresenta un motivo di grande soddisfazione avere ottenuto questo finanziamento per il nostro territorio. L’importanza di questo progetto risiede nel mantenere viva la memoria storica e le tradizioni molto sentite dai nostri nonni che, se non conservate e rivitalizzate nel tempo, rischiano di scomparire con il venir meno dei soggetti portatori di queste conoscenze. E non c’è strumento tecnologico che possa sostituirsi a questo patrimonio immateriale. Sono particolarmente soddisfatto della scelta operata dal Comitato Direttivo del Programma Interreg e soprattutto ringrazio tutti gli operatori che hanno lavorato con passione, entusiasmo e in squadra, centrando l’obiettivo”.

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