Inceneritore di Valmadrera, Legambiente risponde a Cattaneo

Legambiente ribadisce le proprie posizioni sull’inceneritore di Valmadrera: occorre progettare le fasi di una sua progressiva dismissione

11 settembre 2018
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Legambiente ribadisce le proprie posizioni sull’inceneritore di Valmadrera: occorre progettare le fasi di una sua progressiva dismissione. Crediamo che una data realistica per lo spegnimento del forno sia il 2024, non appena gli oneri finanziari dei comuni soci collegati all’ultimo revamping saranno estinti. Progettare la dismissione significa non solo chiudere il forno in sé, ma lavorare contestualmente al ripensamento del ciclo dei rifiuti, che punti in modo deciso prima di tutto alla riduzione, e in secondo luogo all’aumento delle percentuali e soprattutto della qualità della raccolta differenziata. In questo senso, vanno poi fatte pressioni affinchè il Governo metta in campo politiche decise di riduzione dei rifiuti, l’eliminazione dal mercato delle plastiche “usa e getta” (come sta accadendo nella legislazione di decine di altri Paesi), e attivi supporti ai consorzi di filiera più efficienti, in grado di massimizzare il riuso e recupero dei materiali raccolti, minimizzando la frazione destinata a incenerimento e discariche. Per questo, pensare a un rete di teleriscaldamento centrata sull’incenerimento dei rifiuti è una miopia inaccettabile, che comporta di fatto alte probabilità di prolungare l’attività del forno perfino ben oltre l’attuale scadenza dell’autorizzazione AIA.

Le strategie europee sulla economia circolare e sulla lotta al cambiamenti climatiche tracciano una chiarissima traiettoria per il settore dei rifiuti al cui centro ci sono la riduzione dei rifiuti, l’allungamento della vita dei prodotti, la raccolta separata finalizzata al riciclaggio dei materiali che li compongono. La Provincia di Lecco in verità è stata un territorio pioniere di queste strategie, già da quando agli inizi del 2000 era tra le provincie più virtuose nelle politiche di gestione dei rifiuti. Nonostante le dichiarazioni dell’assessore Cattaneo, i dati ci dicono che oggi la nostra provincia ha rallentato gli investimenti virtuosi nel ciclo dei rifiuti, adagiandosi su un livello di mediocrità. I comuni soci di Silea devono chiedere con forza un cambiamento di rotta, che deve iniziare già da oggi progettando la ristrutturazione delle filiere provinciali dei rifiuti e dei materiali, pianificando e progettando gli impianti che servono per la selezione, la logistica e il recupero, lavorando sulla qualità dei prodotti raccolti. Se poi si vuole pensare ai sistemi energetici, si cominci, insieme ai Comuni, a ragionare sull’efficientamento guardando alle fonti rinnovabili che il territorio può offrire. Se vogliamo veramente pensare all’efficienza energetica, dobbiamo uscire da ogni logica del monopolio o di rendita di posizione, tenendo ben presente un punto fisso: i rifiuti non possono essere considerati una valida fonte energetica rinnovabile, e quindi la progettazione del sistema energetico del futuro non può annoverare tra i suoi input la generazione energetica da combustione di rifiuti. Se c’è una società che vuole lavorare seriamente sull’energia sostenibile ben venga, se invece il teleriscaldamento è funzionale al prolungamento della vita l’esistenza del forno allora si sta facendo una scelta di corto respiro, e quindi una scelta sbagliata. Una scelta che rappresenta una zavorra che sarà d’ostacolo  per decenni allo sviluppo sostenibile del territorio e alla mobilitazione di investimenti per l’efficienza energetica negli edifici.
Ci dichiariamo disponibili al confronto e invitiamo sia i vertici di Silea che i comuni interessati a costruire assieme un progetto diverso riguardante l’energia e la mobilità dei prossimi decenni, con scelte più moderne rispetto a quelle molto limitate proposte finora.

Legambiente – coordinamento provinciale di Lecco
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