Forno inceneritore e teleriscaldamento, Mauro Piazza: “Facciamo chiarezza sul ruolo di Regione Lombardia”

Il consigliere regionale: “Attenzione alle sensibilità del territorio in un quadro di ragionevolezza”

08 Aprile 2017
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Pubblichiamo un intervento del consigliere regionale Mauro Piazza sul forno inceneritore di Valmadrera

Intervengo per chiarire il ruolo di Regione Lombardia in merito alla questione relativa al forno inceneritore di Valmadrera, al teleriscaldamento e al decommissioning (spegnimento).

Lo faccio avendo seguito passo dopo passo la risoluzione approvata dal Consiglio regionale, partecipando a tutte le Commissioni Ambiente che avevano in oggetto Silea, pur non essendo membro di quella commissione, ma non potendo sottrarmi su un tema tanto rilevante per il nostro territorio.

La mozione partiva da un articolato proposto dal Movimento 5 Stelle che conteneva numerosissimi errori in premessa e chiedeva di bloccare le prescrizioni Aia (tra cui il teleriscaldamento). Ho lavorato per modificare radicalmente questa impostazione per una serietà istituzionale cui credo non si possa venire meno mai: se la mozione fosse rimasta come in origine avremmo avuto Regione Lombardia (tramite il Consiglio) che chiedeva a Silea di disattendere una prescrizione data da Regione Lombardia stessa. Un assurdo, peraltro illegittimo. Inoltre è bene ricordare – a qualcuno che parla di Regione Lombardia a sproposito – che il teleriscaldamento è stato previsto già nel 2007, quindi prima dell’autorizzazione al massimo carico termico che è invece del 2014 (e non come conseguenza di questo).

 Siamo invece giunti ad un articolato che tiene conto delle sensibilità e delle preoccupazioni del territorio, senza mettere in mora un’azienda pubblica che ritengo patrimonio di tutti i cittadini lecchesi (penso alle politiche tariffarie tra le più basse in Lombardia o ai servizi che si garantiscono ai comuni). E che prevede un tavolo tra Regione e Silea che monitori le prescrizioni Aia (realizzazione del teleriscaldamento) anche alla luce dell’analisi epidemiologica già in corso e di ulteriori elementi di valutazione, tra i quali – non ultimo – la possibilità di alimentare il teleriscaldamento con fonti alternative ai rifiuti in caso di spegnimento del forno.

Sono lieto che l’Assemblea dei sindaci soci abbia approvato un documento che coglie questa opportunità, senza farsi prendere da facili demagogie, dando voce anche a quella enorme parte di cittadini – magari meno chiassosi – che giudicano positivamente il lavoro svolto in questi anni dal sistema del ciclo dei rifiuti della nostra provincia. Documento che chiede un ulteriore coinvolgimento di Regione al quale, come sempre, non ci sottrarremo – in un quadro di ragionevolezza e concretezza – portando i rilievi dei sindaci e del territorio.

E’ singolare invece assistere a come Lega, 5 Stelle e PD si azzuffino per prendere il merito di non si capisce esattamente cosa a seguito della riunione del 30 marzo dei Comuni soci, poiché qualcuno parla di spegnimento, qualcuno di blocco del teleriscaldamento, qualcuno del mancato ruolo di Regione Lombardia. Così come è singolare che qualche sindaco o ex che allora votò per il teleriscaldamento ora si affanni a volerlo annullare senza approfondimenti: o dormiva o non capiva.

Spero inoltre che i Sindaci soci valutino con grande attenzione la proposta del vice sindaco di Merate Massimiliano Vivenzio, ovvero la possibilità di condurre uno studio epidemiologico su tutti i dipendenti che hanno lavorato e lavorano in Silea, per avere un quadro completo riferito a chi trascorre e ha trascorso un terzo della propria giornata nell’area prossima all’inceneritore”.

Anche sul “decommisioning”, la dismissione della struttura di Valmadrera ipotizzata da qualche comitato per il 2024 (non capisco su che basi), ricordo che le operazioni di spegnimento dell’inceneritore dipendono dalle valutazioni di insieme che verranno svolte dallo Stato centrale o dalla Regione (su questo vi è un contenzioso davanti alla Corte costituzionale in merito alla competenza). Tra l’altro, come ripreso anche dalla stampa locale, i dati ARPA 2015 rivelano che il termovalorizzatore di Valmadrera è uno dei migliori impianti regionali per il basso volume di emissioni inquinanti ed è allo stesso tempo uno dei cinque su undici in Lombardia ad avere la registrazione EMAS (ossia migliore tecnologia, migliore gestione, ottime performance ambientali), segno di un costante investimento sulla tutela dell’ambiente che ritengo vada riconosciuto all’Azienda e ai suoi Soci.

Nessuno ha intenzione di continuare ad alimentare il forno solo per sostenere il progetto del teleriscaldamento. Ma è altrettanto da considerarsi l’opportunità di non sprecare per altri anni l’energia che oggi viene prodotta a Valmadrera, in un quadro di sicurezza ambientale e sanitaria, come richiesto da sempre da Regione Lombardia.

Che sia preferibile un roseto rispetto ad un inceneritore è un’evidenza tanto semplice quanto ambigua. Gli inceneritori servono per dare risposte ai bisogni cittadini e delle imprese, come le strade, le ferrovie, i depuratori, le centrali termoelettriche. Il giorno in cui potremo spegnerli saremo tutti felicissimi e in questo senso lavoriamo. Ma fino ad allora preoccupiamoci che funzionino nel miglior modo possibile. Ambiente in testa.

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