Al via il progetto SIMILE per la salvaguardia dei laghi

’obiettivo primario di SIMILE sarà quello di definire una politica di gestione dell’intera area dei grandi laghi sub-alpini

07 Febbraio 2019
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Tutti ai blocchi di partenza per il progetto ”SIMILE – Sistema informativo per il monitoraggio integrato dei laghi insubrici e dei loro ecosistemi”, finanziato nell’ambito degli interventi del programma di Cooperazione Interreg Italia-Svizzera 2014-2020. Si è tenuto oggi presso il Polo territoriale di Lecco il kick off meeting dei partner di progetto che per i prossimi tre anni lavoreranno insieme per la salvaguardia dei laghi della regione insubrica e la qualità delle loro acque: Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco (capofila lato Italia), SUPSI – Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (capofila lato Svizzera), Regione Lombardia – D.G. Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Arpa Lombarida – Centro regionale qualità delle acque, CNR – Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, UPAAI – Ufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico e Fondazione Politecnico di Milano.

I laghi sono una risorsa fondamentale per il nostro territorio ma i cambiamenti climatici e l’intervento dell’uomo sull’ambiente (aree costruite, urbanizzazione, inquinamento etc..) costituiscono una vera minaccia che mette a rischio l’intero ecosistema. Attraverso la messa a punto di un sistema informativo avanzato, basato sull’elaborazione di dati provenienti da strumenti di monitoraggio innovativi, l’obiettivo primario di SIMILE sarà quello di definire una politica di gestione dell’intera area dei grandi laghi sub-alpini e una strategia comune per affrontare e prevenire situazioni di criticità. Il progetto mira a creare un processo partecipato tra partner, cittadini, enti e associazioni nell’intento di redigere un protocollo condiviso che fornisca linee guida per affrontare le sfide future che l’ecosistema dei laghi dovrà sostenere. 

“SIMILE prevede sia l’utilizzo dei nuovi dati satellitari aperti dell’unione europea chiamati “Sentinelle”,  sia l’utilizzo di sensori innovativi ad alta frequenza, sia la fattiva partecipazione dei cittadini nelle attività di monitoraggio di questa risorsa così preziosa” – afferma Maria Antonia Brovelli, docente del Politecnico di Milano e responsabile scientifico del progetto – “Associazioni, enti, scuole o anche singoli cittadini che volessero collaborare volontariamente alla raccolta dei dati possono farlo e li invitiamo a contattarci”.

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