
“Insoddisfacente, tre mesi di attesa sono troppi”. Così il consigliere provinciale Mattia Micheli giudica la risposta giunta ieri in Consiglio provinciale all’interrogazione presentata il 20 gennaio dalla lista “Libertà e Autonomia” e relativa al viadotto di Isella.
“Innanzitutto avevamo chiesto alla Provincia di essere più incisiva con Anas per velocizzare i tempi e recuperare i documenti necessari alla perizia statica per determinarne le possibilità di carico, al fine di aprire al transito almeno dei mezzi leggeri”, spiega Micheli, che ha firmato l’interrogazione con i colleghi Antonio Pasquini e Alfredo Casaletto.
E cosa hanno ottenuto il presidente Flavio Polano e il consigliere delegato Mauro Galbusera da Anas? “I documenti non sono stati reperiti e da Anas è giunto solo un impegno verbale per una perizia statica nel giro di tre mesi. Tre mesi sono troppi anche perché pare non vi siano le condizioni per spostare la fermata del bus in modo da alleviare i disagi dei cittadini, che ora sono costretti a percorrere oltre un chilometro a piedi. Tre mesi sono eccessivi per i cittadini, gli studenti e le imprese che necessitano di disporre di quel collegamento”, prosegue Micheli.
“La Provincia di Lecco versa in una fase di stallo con Anas per quel che riguarda la SS 36 nel suo complesso – evidenzia il consigliere di “Libertà e Autonomia” – Annone e Isella sono i problemi più grossi e urgenti, ma non dimentichiamo la ciclopista che riguarda Abbadia Lariana. C’è il rischio che questa arteria, nel nostro territorio provinciale, diventi una grande incompiuta, la Salerno-Reggio Calabria del Nord”.




